La giornata è iniziata con un risveglio coatto e inaspettato: nonostante avessi lasciato via libera alle piccole di casa delegando loro la responsabilità dell'apertura delle uova (nella speranza di riuscire a dormire qualche minuto in più), sono stata svegliata ugualmente alle 7.20 da un coro a due voci di "mamma, ci aiutiiiiii?".
Il rituale della rottura delle uova ci ha lasciato con:
1) la consapevolezza che la chiusura delle uova è sempre più a prova di bambino,
2) una quantità industriale di cioccolato al latte (che non so ancora come smaltire),
3) una serie di sorprese insignificanti (prova evidente che l'assioma pasquale "più l'uovo è grande, più la sorpresa è deludente" non è una sciocchezza).
Ci siamo vestite con gli abiti della festa (le bambine hanno riciclato i fiocchi delle uova), abbiamo atteso l'arrivo dell'adorato consorte - fuori per lavoro - e siamo andati tutti insieme alla Chiesa Maronita, popolata da facce sconosciute (visto che i parrocchiani, al contrario di noi, avevano già preso diligentemente parte alla lunghissima messa di mezzanotte).
Poi, pranzo pasquale in un ristorante poco pasquale, e breve giro per il centro, preso d'assalto dai turisti pasquali.
La mattina di Pasquetta, noi donne di casa (lasciandoci dietro, al solito, il lavoratore indefesso o "breadwinner" della famiglia) siamo partite , destinazione Sud-Sud, in un viaggio tranquillo, ormai di routine, che ci ha dato come unica ebbrezza quella dell'avvistamento in aeroporto di Noemi (soprannominata dalle mie bambine "quella di x-factor") da me riconosciuta, a decine di metri di distanza, grazie alla chioma arancione e all'andatura "elefantina".
Abbiamo trovato una città ancora abbandonata a se stessa (non se ne esce, accidenti, non se ne esce!), una casa accogliente, grande e ordinata (praticamente il contrario del nostro nido romano), dei nonni amorevoli, dei cugini allegri e chiassosi, un giardino (sapientemente curato da mia madre, con contributi strutturali significativi da parte di mio fratello) al massimo del suo fulgore e un clima che ha alternato giornate da depressione cosmica a momenti di gioia solare primaverile.
Il 25 aprile, fortunatamente, il tempo è stato così clemente e misericordioso da permetterci di trascorrere l'annuale incontro con i cugini e zii paterni all'aperto, alternando giochi a mangiate colossali.
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| Bandierina numero unoooooo! |






