Il tempo effettivo di corsa è stato minimo. Non mi vergogno di dire che ho dovuto fermarmi ogni due minuti, alternando i brevissimi periodi di corsa a una camminata veloce, ma tenendo bene in mente il principio secondo il quale "chi si ferma è perduto".
Non volevo sfiancarmi a tal punto da perdere ogni entusiasmo ma sono comunque soddisfatta di quel che ho potuto fare e sono contenta perchè ieri, complice la giornata primaverile (anzi, direi quasi estiva), ho potuto godere di una passeggiata meravigliosa nel parco. Ho addirittura visitato angoli che non conoscevo, ho incrociato gente di tutte le età e ne sono uscita fisicamente bene. Stanchina, non stanchissima. Il fatto che a fine giornata fossi sfatta lo attribuisco, più che alla corsa mattutina (che mi ha riempita di energia), alle infinite commissioni che ho dovuto svolgere nel pomeriggio, che hanno fatto andare in tilt il mio contapassi. L'esperienza è da ripetere, anche se in modo graduale: non penso certo di passare dallo stato di bradipo a quello di roadrunner! Devo solo perfezionare un po' l'attrezzatura, in primis l'abbigliamento che devo alleggerire (tra l'altro ieri a Roma c'erano 22 gradi!) e devo scoprire come fare a portarmi dietro le chiavi di casa, i documenti, i soldi-che-non-si-sa-mai e l'indispensabile cellulare con cuffiette (ché senza musica non ci so stare) senza fare affidamento sulle tasche, ahimè inesistenti, del mio "running outfit".
Quando avrò risolto questi piccoli problemi logistici, andrà benone.
Chi mi ferma più?



