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Saturday, 25 January 2014

Glogg: strascichi di Copenhagen (nel caso in cui ne se ne fosse avuto abbastanza)


Come reggo l'alcool io...
Sono astemia, ma i profumi che sprigionano i vari glogg, mulled wine e vin brulé mi fanno letteralmente impazzire, e poi l'atmosfera da mercatino di Natale non sarebbe la stessa senza queste bevande vagamente (ma per me pericolosamente) alcoliche.
Come potevo - quando abbiamo visitato il Christmas Market Tivoli - al richiamo del glogg? La foto sopra mi ritrae dopo il primo assaggio ( e già dall'aspetto sembro vagamente ebbra). Dopo averne bevuto il bicchiere per intero sono stata presa da un attacco di stupidera per me inusuale (visto che non sono esattamente un tipo "giulivo"). Ho riso ininterrottamente per mezz'ora, tanto che le mie figlie hanno iniziato a guardarmi tra il preoccupato e lo stupito, e mio marito quasi ha fatto finta di non conoscermi...
Sulla rivista dell'aereo, poi, ho trovato la ricetta originale. Questa è istigazione all'ubriachezza!
Ma quanto è buono...



Saturday, 19 October 2013

Sui miei fornelli


Come sei grato
ai miei occhi
o cibo che sazi
la mia voglia d'amore.
Ti lasci mangiare
e non mi vergogno
della mia preda
che è un grande
bisogno d'amore.
Alda Merini








Salsiccia calabra, peperoni, cipolle, olive, pistacchi e forse altro ancora.
Ho una passione per i miscugli. I cibi più disparati mescolati nella stessa teglia. Spesso associo dolce e salato, frutta e verdura, spezie inconsuete; non sono ancora tanto ardita da provare carne e pesce, ma non ne escludo la bontà. Questo mettere tutto nello stesso calderone è una questione di pigrizia, ma se vogliamo anche di liberalità, pluralismo. Chi sono io per escludere un cibo dal mio piatto. Non è nella ricetta? Non è previsto? Non è istituzionale? Pazienza. Nel cibo e in (poche) altre cose sono un'anarchica.

Tuesday, 26 June 2012

Insalata di sedano, mele e gamberetti

Altra ricetta all'insegna della semplicità e della freschezza, per contrastare il caldo che, scipionico o carontico che dir si voglia, sempre caldo rimane.
Una mela verde (subito spruzzata col limone per non farla ingiallire), un cuore di sedano a tocchetti, e gamberetti lessati.
Da condire con una citronette.
Non mi sarebbe dispiaciuto, avendole, aggiungere una manciata di noci. Ma tutto sommato andava bene anche così. Una ricetta gustosa e ultralight.

Tuesday, 19 June 2012

Insalata di rucola e melone

Nell'archivio delle mie insalate preferite "storiche", ci sono alcune new entries, assaggiate e apprezzate in alcuni posti in cui mi sono trovata a mangiare. Mangio, gusto e prendo nota per rifare più in là. Alcune insalate mi piacciono a tal punto che le preparo quasi tutti giorni per i miei spuntini.
Una delle più gustose, e inoltre tipicamente estiva per i suoi ingredienti, è quella di rucola e melone.

E' estremamente semplice, avendo solo tre ingredienti: del melone retato a dadini, rucola spezzettata e noci o pinoli. Condimento: sale, olio e una spruzzata di aceto di mele.

Da quando l'ho provata per la prima volta a casa di amici, l'ho rifatta un numero infinito di volte. Trovo perfetto l'abbinamento degli ingredienti, freschi e delicati, praticamente perfetta per i primi caldi.


Sunday, 17 June 2012

Noi che ci nutriamo di insalate

Da quando ho "dato alla luce" per la prima volta (sette anni e mezzo or sono), mi trovo alle prese con un inconveniente che mai avevo dovuto affrontare prima: i chili superflui che vanno ad accumularsi in punti del mio corpo in cui prima non v'era quasi traccia di adipe.
Nel mio periodo AG (avanti gravidanza), la prova costume era l'ultimo dei miei problemi. Pancia piatta, fianchi torniti al punto giusto, figura "morbidamente" slanciata , nè magra nè grassa, una perfetta taglia 42. Mangiare mi è sempre piaciuto, e fortunatamente non ho mai dovuto privarmi di nulla visto che, grazie a un metabolismo alto, riuscivo a abbuffarmi senza prendere un chilo.
Che fine abbia fatto questo metabolismo non è dato sapere. Sarà il parto che trasforma (sia psicologicamente che fisicamente), sarà l'età che avanza (e trasforma anche quella), ma qui pancia e fianchi - Euston! - sono un problema.
Non che sia grassa, per carità. La bilancia elettronica mi dice che sono normopeso, e io le credo. Ma è la distribuzione di tale peso che mi lascia molto perplessa. Se qualche giorno fa, dando un'occhiata alla rotondità del mio ventre la compagna di H. (7 anni e mezzo) mi ha chiesto se per caso sono incinta (e non lo sono!), vorrà dire qualcosa.
Fatto sta che da un po' sto cercando di limitare la quantità e modificare la tipologia di cibi ingerita. I risultati? Finora quasi nulli, alla faccia di chi sostiene che i primi 2-3 kili sono i più facili da perdere. Ma non mi do per vinta. L'astina della bilancia si ostina a non muoversi, ma continuo a perseverare (e al contempo a considerare l'ipotesi di cambiare bilancia). Sono convinta che prima o poi (spero almeno prima della fine dell'estate) i risultati si vedranno.
Oltre a cercare di non mangiare continuamente come faccio di solito, ho elaborato una pseudodieta: "pseudo" perchè non si basa su uno schema fisso, ma su una serie di scelte alimentari dettate dai gusti e dalla voglia del momento. Del resto, sono sempre stata incapace di seguire una dieta tradizionale, e alla fine, i chili da perdere sono così pochi che penso di non aver bisogno di un aiuto professionale.
La pseudodieta ha come lato estremamente positivo il fatto che, essendo un regime alimentare personalizzato e elaborato (sostanzialmente a casaccio) da me medesima in base ai miei gusti e alle mie esigenze, mangio solo quello che mi piace di più. Quindi, vista la mia notoria passione per le insalate, ultimamente ho preso a nutrirmi soprattutto di quelle, e, per non farmi mancare i nutrienti essenziali, ci metto di tutto. Con l'arrivo dell'estate e l'enorme varietà di vegetali e frutta che si trovano sui banchi del mercato, ci si può davvero sbizzarrire, ma per arricchire il pasto e renderlo più appetibile accompagno i vegetali e la frutta con altri elementi decisamente più calorici e gustosi non facendomi mancare i  condimenti (perchè l'insalata scondita non piace a nessuno).
Lo scopo è perdere i chiletti superflui a lungo termine senza però rinunciare a ciò che più mi piace.
Al fine di non perdere di vista le ricette più interessanti sperimentate durante la mia pseudodieta, ho deciso di riprendere un proposito fatto tempo fa e condividerle sul blog, in modo che insalatofile come me possano trarne beneficio.
Perciò ho deciso che su questi schermi il martedì sarà il "Salad day" (per sfatare il mito che le diete meno efficaci siano quelle che vengono iniziate di martedì).
Insalatofile, stay tuned!

Monday, 30 January 2012

Insalate e malumori stagionali

A vedermi non si direbbe, considerato che non sono esattamente filiforme (anche se neanche mi definirei "troppo in carne", diciamo che sono una via di mezzo) ma io ho da sempre una passione per le insalate. Dirò di più, se dovessi indicare una portata preferita sceglierei proprio l'insalata (seguita da primi e pizza). Le mangio di tutti i tipi, con gli ingredienti più disparati, e i gusti più diversi. Le adoro. 
Ultimamente sto provando molte insalate frutta/verdura con risultati molto soddisfacenti: le mie papille gustative godono beate. La ricetta che ho provato a rifare in questi giorni, fornitami dalla mia belle-mère, è semplicemente spettacolare. Surimi, ananas, rucola, lattuga, noci. Il tutto condito con olio, aceto di mele, sale (anche se la suocera usava un condimento diverso: aceto balsamico, senape, sale, olio).
Decisamente un piatto poco invernale, ma molto consolatorio: l'ideale per combattere i winter blues, che di questi tempi la fanno da padrone.

Monday, 12 December 2011

Pranzo filo-cipriota

Non capita tutti i giorni che il lavoratore indefesso aka adorato consorte pranzi con noi, nemmeno durante il weekend (visto che per lui, lavorativamente parlando, il sabato o la domenica sono un giorno come un altro). Ma capita che - quando si trova a casa e non è eccessivamente provato dal duro lavoro, e quando non si va a mangiar fuori - decida di sollevarmi dall'incarico di cuciniera e mettersi lui ai fornelli. Spesso mi capita di declinare tanta generosità, perché - per qualche strana ragione che non ho ancora compreso - tocca sempre a me pulire dopo (e solitamente - cosa molto frequente negli uomini - l'adorato lascia la cucina come se vi fosse appena passato un tornado), ma a volte, quando è particolarmente convinto e volenteroso - come in questo caso - accetto che sia lui a prendere possesso del piano cottura.
Sabato lo chef ci ha proposto un menu filo-cipriota, utilizzando alcuni ingredienti portati dal suo recente viaggio in Libano (dove questi prodotti si trovano più facilmente che da noi).
Halloumi grigliato con pomodori, olive e cipolla condita con sumac e gyros (kebab fatto con carne di maiale) con yogurt.
Pranzo semplice ma delizioso, che meritava di essere documentato vista la sua eccezionalità.




E, miracolosamente, ha sporcato pochissimo!!!

Saturday, 19 March 2011

Profumo di agrumi

Avere a disposizione una bustona di arance e limoni (rigorosamente bio, perchè provenienti direttamente dal giardino di famiglia) significa trovarsi di fronte a un bene prezioso, da non sprecare assolutamente, specie in questo periodo di raffreddori insistenti in cui è assolutamente necessario fare il pieno di vitamina C. Volendo realizzare qualcosa che andasse oltre la solita spremuta, mi sono messa alla ricerca di una ricetta che facesse al caso mio.
Alla fine ho deciso di utilizzare una ricetta di mia madre per un dolce alle arance semplice, buono e velocissimo nella sua realizzazione. Non contenta del sapore agrumato e del profumo intenso e avvolgente delle arance ho deciso di accompagnarlo a una lemon curd, utilizzando la ricetta di ComidaDeMama.
Uno sposalizio perfetto, direi. Per una volta sono contenta di tradire il cioccolato con questa festa di agrumi...

Torta all'arancia
Buccia grattugiata e succo di 3 arance
350 g di farina
250 g di zucchero
3 uova
1 bustina di lievito
7 cucchiai d'olio d'oliva

Mescolare tutti gli ingredienti e trasferire in una teglia imburrata e infarinata.
Infornare a 180° per 40 min. circa (indispensabile la prova stecchino).

Thursday, 1 July 2010

Lemon girl

Per una limonofila come me, andare sulla costiera amalfitana rinunciando ad acquistare almeno uno dei famosi limoni di Sorrento sarebbe stato improponibile...
Come volevasi dimostrare, sono tornata a casa con un piccolo (per la quantità) ma grande (per le dimensioni) bottino. A tre giorni dal nostro ritorno sono riuscita a finire di mangiarne solo uno dei due, in una insalata da guinness dei primati...


Thursday, 22 April 2010

Taboule

Quando (ormai più di 7 anni orsono) ho avuto il mio primo incontro con la cucina libanese e per la prima volta in vita mia mi sono trovata di fronte a un taboule, ho avuto un'attimo di perplessità: "Un'insalata di prezzemolo?!".
Ma superando l'esitazione iniziale ricordandomi della mia profonda, incommensurabile passione per le insalate di ogni tipo e qualità e del fatto che il prezzemolo è, tra tutte le erbe aromatiche, quella che amo di più, ho deciso di dare al taboule una chance.
Ebbene: è stato amore a primo assaggio! Sarà per il sapore acidulo del limone che (chi l'avrebbe mai detto?) si combina bene con quello del pomodoro, sarà per il profumo suadente del prezzemolo e della cipolla e per quel vago retrogusto di menta che solleticano il palato e l'olfatto, sarà per il burghul che funge da legante dei sapori ed è un elemento indispensabile in questo piatto, da quel momento il taboule è in pole position tra le mie preferenze in fatto di cucina libanese.
Pochi giorni fa, avvistando dal mio verdurario di fiducia mazzi di prezzemolo freschissimo, ne ho preso uno al volo e ho subito preparato un'enorme ciotola di insalata, che ho consumato per intero (leggi: sbafato) accompagnata da H., altra estimatrice del taboule (non a caso la piccola è per metà libanese).
Ora, se anche voi volete superare le vostre reticenze nei confronti di un piatto particolarissimo, che non ha eguali in nessuna altro tipo di cucina, vi posto la ricetta.
Devo però avvertire che va eseguita alla lettera: c'è chi vorrebbe sostituire il burghul con il cuscus, ma vi assicuro che non è assolutamente la stessa cosa. Si tratta sempre di grano macinato, ma il burgul ha una consistenza e una preparazione diversa, e poi vi consiglio di non confessare mai a un libanese le vostre intenzioni, perchè potreste rischiare la vita (per così dire..). Il taboule è un piatto tradizionale di cui i libanesi rivendicano la paternità e l'esecuzione precisissima, tanto che nel caso in cui qualcuno decida di realizzarlo con ingredienti esotici (come il cuscus), o modificando alcuni degli ingredienti in lista, gridano all'eresia.

Vado con la ricetta:
Un grosso mazzo di prezzemolo
Due cucchiai colmi di burghul
Una cipolla bianca o un paio di cipollotti
Due pomodori abbastanza grossi
Menta (fresca o essiccata)
Il succo di un limone
Sale
Olio
Lavare molto accuratamente il prezzemolo e tagliarlo finemente col coltello o la mezzaluna (non con il mixer). Tagliare a cubetti i pomodori e metterli per qualche secondo in un colino per far perdere l'acqua. Tagliare la cipolla (o i cipollotti) a pezzettini piccoli. Mettere il burghul in una ciotolina e lasciarlo ammorbidire con qualche goccio d'acqua (che non deve ricoprire il burghul ma deve esser subito assorbito). Mescolare tutti gli ingredienti, aggiungere una spolverata di menta, il succo di limone, il sale e l'olio. Lasciare riposare il frigo per almeno una decina di minuti, per permettere a tutti gli ingredienti di amalgamarsi bene.




Monday, 15 March 2010

La rivincita del carciofo

I gusti cambiano con l'età. Soprattutto quelli in fatto di cibo. C'è chi sostiene che addirittura cambino puntualmente ogni sette anni. Non sono sicura dell'esattezza temporale di questa teoria, ma concordo sul fatto che a un certo punto della propria vita si comincia a provare cibi che prima non si voleva vedere neanche in cartolina e ci si chiede perchè diavolo ci sia privati di quella delizia per tutto questo tempo..

La lista delle cose che non mangiavo tempo fa non è lunghissima, ma significativa. Ad esempio non mangiavo melanzane, peperoni o carciofi, mangiavo senza particolari entusiasmi i legumi di tutti i tipi. Oggi potrei quasi nutrirmi SOLO dei succitati elementi.

L'altro giorno mentre passavo davanti a un negozio di frutta e verdura ho visto una piramide di carciofi belli tondi (romaneschi) dal prezzo invidiabile (se ne compravi 10 insieme) e non ho saputo resistere. Salvo rendermi conto subito dopo esser uscita dal negozio, che solo l'unica mangiatrice di carciofi in casa mia, quindi mi è toccato trovare alla svelta una soluzione per conservarne la maggior parte, visto che a mangiarli tutti subito mi sarei gonfiata come una mongolfiera.

Una parte l'ho tagliata, sbollentata e successivamente surgelata: pronta per un risotto o un sughetto per la pasta. L'altra parte l'ho riservata alla preparazione dei miei amati carciofi ripieni. Penso che si tratti di una ricetta tipica del sud (visto che giù abbiamo l'abitudine di riempire tutte le verdure). Non so quanto sia diffusa nel resto d'Italia, in ogni caso posto la ricetta per gli interessati e come promemoria, per me.

Pulire i carciofi eliminando le fogli esterne e tagliando la punta. Lavar bene aprendo il "fiore". Preparare il ripieno con pangrattato, grana o parmigiano abbondante, prezzemolo e aglio (io non ce l'ho messo). Riempire i carciofi aprendo bene le foglie.

Utilizzare una pentola a bordo alto che contenga esattamente in piedi tutti i carciofi che abbiamo preparato. Mettere dell'olio sul fondo. Disporre i carciofi e versare acqua a filo fino a metà pentola (stando attenti a non rovesciare il ripieno dal centro del carciofo). Eventualmente ricoprire i carciofi con ancora un filino d'olio. Cuocere per almeno 30 min.

Friday, 22 January 2010

Similguacamole ed esperimenti agricolturali

Fino a poco tempo fa non amavo l'avocado. L'idea di un frutto che non sa di dolce non mi andava molto a genio. La maturità invece mi ha portato, oltre a un'infinità di capelli bianchi (di cui a dire il vero, non c'era affatto bisogno), anche a modificare i gusti e ad apprezzare cose che prima non apprezzavo. Ecco, l'avocado è una di queste cose: adesso, non solo amo mangiare questo frutto, ma lo gradisco - è il caso di dire - in tutte le salse (grazie anche alla generosità di mio zio che possiede un enorme e ricchissimo albero di avocado nel suo giardino, e che fa sì che i sui frutti raggiungano tutti i membri della famiglia).

Una ricetta molto interessante con l'avocado è il guacamole. La ricetta è messicana, e il termine deriva da ahuacamolli: dall'atzeco molli (salsa) e ahuacatl (avocado). Si tratta di una salsa a tutti gli effetti, ma nella mia versione è più un'insalata (visto che non ho pestato l'avocado nel mortaio, come si dovrebbe fare), adatta a chi ama i sapori forti e corposi.
Per farlo ho usato:
un avocado maturo,
una cipolla piccola,
due pomodori,
qualche foglia di prezzemolo,
succo di un limone,
olio extravergine d'oliva,
aglio e peperoncino secchi e tritati,
sale.
Ho tagliato a dadini avocado, cipolla e pomodori, ho condito con l'olio il succo di limone, aglio e peperoncino, il prezzemolo tritato, e ho lasciato riposare per un po'. Prima di servire ho aggiunto il sale.

Questa ricetta è stata molto apprezzata da mia figlia, che è arrivata a dirmi che la mia cucina è persino superiore a quella delle cuoche della mensa scolastica (il che è tutto dire).

Consumato il similguacamole, si è posto il problema di cosa farne del seme (visto che gettarlo mi sembrava un peccato imperdonabile). Allora, grazie ad alcuni consigli trovati qua e là su internet (e in particolare grazie a questo sito) abbiamo capito come operare.

Quello che vedete sotto è il nostro seme che aspetta di germogliare ed essere successivamente piantato, per poterci (incrociamo le dita) fornire tanti frutti gustosi per gli anni a venire.

Thursday, 4 June 2009

Fragole

La primavera in casa nostra coincide con la presenza quasi costante delle fragole, frutto amatissimo da H., e non solo.

Le consumiamo in vari modi: in purezza, come ingrediente vistoso e saporito della macedonia, o a pezzettini, accompagnate da succo di limone e zucchero, che ne esaltano il sapore.

Quest'anno abbiamo deciso di provare una nuova variante: il ghiacciolo fragolato.

Il ghiacciolo fatto in casa e' un classico della mia infanzia. Mia madre preparava spesso aranciate e limonate, le versava nelle formine e li lasciava a ghiacciare, per poi produrre dei gustosissimi ghiaccioli. H. ed io li abbiamo fatti usando un frullato di fragole, tanto succo di limone, poco succo d'arancia, e zucchero q.b.

Inutile dire che sono deliziosi, e che in fase di preparazione ci siamo divertite molto.

P.S.
Scommetto che mia suocera (e forse anche mia madre) inorridiranno al vedere H. che armeggia con il coltello della foto n.3.

Saturday, 16 May 2009

Tentazioni culinarie

Avevo appena terminato di venire a patti con l'insuccesso della mia dieta che, come se non bastasse, il mio adorato consorte decide di cucinare piatti libanesi in quantita' industriali. Tutto buono, nulla da dire, anzi, se cucinasse piu' spesso farebbe cosa gradita; ma dovrebbe anche avere un po' pieta' di me e della mia bilancia, magari limitando le porzioni.

Perche' quando mi trovo davanti una porzione gigante di fattoush...

o di fatteh di ceci (ceci con yogurt e pane arabo croccante)...

o di qualsiasi altra cosa cucinato dal mio adorato consorte, non mi controllo.
Vorrei specificare che quando ho annunciato di essermi messa a dieta, intendevo una dieta dimagrante.

Saturday, 2 May 2009

May day May day

A differenza della stragrande maggioranza degli italiani, il nostro primo maggio e' stato un giorno tutto casalingo. Niente uscite fuori porta, niente passeggiate turistiche: nonostante il tempo particolarmente benevolo, non ci siamo spostati da casa, immersi in un sano, rigoroso, indisturbato dolce far niente. Unica deroga alla pigrizia: l'attivita' culinaria. Pubblico volentieri la foto del Tacchino alla Boula (conosciuto anche nella versione Pollo alla Boula o Maiale alla Boula), cavallo di battaglia del mio adorato consorte, e da lui cucinato per l'occasione: pietanza di una bonta' inenarrabile (la foto non le rende giustizia).
Caratteristica fondamentale del piatto e' la marinatura della carne, che, dopo essere stata tagliata a cubetti, viene lasciata, appunto, a "marinare" in succo di limone, aceto e olio per almeno un'ora. In seguito viene cotta (possibilmente in wok) con olio, aglio, cipolla, carote, peperoni e tutto quello che si ha in dispensa al momento (olive, pomodori secchi, capperi, carciofini e chi piu' ne ha piu' ne metta). In effetti questo piatto ha poche costanti.
La cottura viene accompagnata da spruzzate di vino bianco, aceto e spezie a piacere (menta, timo, origano, prezzemolo, basilico). Una volta cotto, il piatto viene servito insieme a riso bianco.

Sunday, 19 April 2009

Torta 10 minuti

Non sono una brava cuoca ma considerato che, evidentemente, mi piace mangiare, cerco di fare del mio meglio per produrre qualcosa di commestibile, visto che ahimè non c'è nessuno che voglia farlo al posto mio (le occasioni in cui il mio amato consorte si diletta in cucina sono rarissime).
Per fare colpo su di me, una ricetta deve necessariamente possedere i seguenti requisiti: rapidità, facilità oltre che essere priva di ingredienti non presenti nel mio frigorifero o dispensa (perchè se c'è una cosa che odio quando decido di cucinare, è scoprire che manca qualcosa e dover andare alla caccia di fantomatici ingredienti in giro per negozi).
Tempo fa, ospite in casa della mia amica Lù, ho assaggiato un dolcino che, da subito, ho incluso nelle mie ricette preferite. Del resto, già il titolo è promettente: si chiama "Torta dieci minuti". Avendo capito che quello era il dolce che fa per me, Lù me lo ha riproposto quando siamo tornati a trovare lei e la sua famiglia durante le vacanze di Pasqua, a conclusione di un'ottima cena. Ne ho approfittato per richiederle la ricetta (che mi aveva già dato in precedenza, ma che io, sbadata come sono, avevo perso).
Ho pensato di trascriverla sul blog in modo da non perderla più, ma anche perchè sia utile a qualche cuoca disperata come come.

Avvertenza: volendo si può ridurre la quantità di zucchero, se non si gradiscono le torte troppo dolci.
TORTA 10 MINUTI

100 g farina
100 g zucchero
100 g burro
2 uova
1 cucchiaino di lievito
opzionale: cioccolato o cacao, se la si vuole "cioccolatosa".

Amalgamare tutto e infornare in una teglia imburrata e infarinata a 160° per 35-40 minuti.

Tuesday, 24 March 2009

Una pizza "esotica"

Ci sono ancora un paio di foto che avrei voluto aggiungere al post precedente, ma che ho dimenticato. Meglio che l'abbia fatto, perche' meritano un post a se', visto che raffigurano l'esecuzione di uno dei piatti nella top ten dei miei cibi libanesi preferiti.

Spesso noi italiani siamo piu' sciovinisti dei francesi in fatto di cibo. Il fatto di avere una cucina ottima e famosa in tutto il mondo, ci fa essere a volte un po' diffidenti e saccenti nei confronti delle altre cucine, che invece - come e' il caso della cucina libanese - meritano attenzione.

Il fatto di avere sposato un libanese, unito al fatto di aver vissuto per un certo periodo a Londra, dove i ristoranti libanesi pullulano, mi ha permesso di apprezzare a pieno questa cucina. Ovviamente non mi piace tutto (non condivido, ad esempio la passione per le tartares di carne, tanto care anche alla cucina francese), ma ci sono alcuni piatti che adoro letteralmente.

Uno tra questi e' appunto la manhushe (o mankoushe), piu' semplicemente detta "pizza libanese" (raffigurata nella foto): una pasta da pizza fatta lievitare a piu' riprese da cui si forma un disco molto sottile normalmente accompagnato da una spolverata di timo (zathar) o formaggio (jebne). La mia preferita in assoluto e' quella al formaggio, in particolare l'alloumi - formaggio cipriota salatissimo ma delizioso.

La caratteristica di questa pizza, e' che non viene cotta in forno, bensi' su una piastra concava chiamata saj (vedi foto), su cui di solito di cuoce anche il famoso pane arabo (una delle ultime volte in cui sono stata da mia suocera a Beirut, abbiamo utilizzato in alternativa una pentola wok al contrario, posizionata sul fornello acceso).

Thursday, 19 March 2009

Perchè non facciamo un dolce per Marco?

Ieri è venuto a trovarci il cugino Marco, ed H. ha proposto di accoglierlo con una torta.

Avendo letto da poco il post di Kosenrufu Mama con una ricetta di un dolce al cioccolato molto sbrigativo (ripresa dal sito di Comida de Mama) ho deciso di accontentarla e ci siamo messe all'opera per eseguire la ricetta.

Il risultato è stato ottimo, il dolce ha ricevuto parecchi complimenti e H. ha quasi imparato a rompere le uova senza disintegrare il guscio.

Quindi ringrazio pubblicamente Ester ed Elena che con questo inconsapevole passaparola mediatico mi hanno fatto scoprire questa ricetta rapidissima e gustosa.

Sunday, 1 February 2009

Convivialità

Ieri siamo stati ospiti di una coppia di nuovi amici, genitori di un amichetto di H. conosciuto ai giardinetti. E' stata la prima volta in assoluto che il mio adorato consorte ha potuto esser presente a un invito del genere, quindi lo abbiamo vissuto con grande trepidazione.
Inutile dire che abbiamo passato una piacevolissima serata, ottimo cibo, ottima compagnia.
C. ha voluto portare alcuni assaggi di cucina libanese, ha quindi realizzato un paio di antipasti: felafel con tarator e hommous.
Posto le ricette nel caso interessassero a qualcuno e come promemoria per me.
Le quantità degli ingredienti variano secondo il gusto e le preferenze di chi prepara la ricetta.

Hommous (o hummous) - crema di ceci
Ceci lessati, aglio pestato, tahina (olio di sesamo - si trova in alcuni negozi specializzati), succo di limone, sale, acqua se necessario. Inserire nel mixer e frullare fino a ottenere la consistenza di una crema. Servire con un filo d'olio e della paprica dolce per decorare.

Felafel (o falefil, o falafel) - polpettine di ceci
Ceci lessati, prezzemolo, coriandolo, aglio, cumino, un cucchiaio di farina, un pizzico di bicarbonato di sodio, sale, pepe.
Inserire nel mixer, un ingrediente alla volta. Dal mix, formare delle polpettine che andranno fritte immerse in olio di semi. Scolare su carta assorbente. Servire con tarator.

Tarator - salsa di sesamo
Tahina (olio di sesamo), aglio, succo di limone, sale.
Mescolare gli ingredienti fino a formare una salsina un po' densa.

Tuesday, 16 December 2008

Biscotti

Source: La Casa nella Prateria

Spero che Claudia, autrice del meraviglioso blog "La Casa nella Prateria", non me ne voglia se le rubo l'immagine. Avrei voluto pubblicare la foto della mia versione dei suoi cookies, ma la mia macchina fotografica non ne ha voluto sapere, di funzionare.
In realta' i miei biscotti sono venuti un po' piu' scuri, perche' il cioccolato e' stato triturato piu' finemente, "colorando" anche gli altri ingredienti, ma il sapore e' a dir poco celestiale.
Grazie ancora a Claudia per aver voluto condividere la ricetta dei suoi fantastici biscotti. La mia bambina, dopo l'assaggio ha commentato cosi': "Mamma, non so che dirti... sono buonissimi!!"