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Saturday, 13 April 2013

It's April, folks

E' Aprile già da parecchi giorni, e come ogni anno in questo mese mi frullano in testa le prime righe della poesia di Eliot. Cerco di dimostrare a me stessa che T.S. si sbaglia, che, no, questo mese non è crudele, non quest'anno almeno, eppure per un motivo che non riesco a spiegarmi vedo che ha ragione lui. Che nonostante sia un mese primaverile, nonostante sia il mese in cui si cominci a vedere la luce, si ritrovi la bellezza, il sole splenda quasi continuamente, la natura si risvegli, e con lei la nostra voglia di fare, di cambiare, di essere, questo mese ha sempre un che di tormentoso, crudele appunto. E' come se ci fosse sempre bisogno di una piccola morte del cuore per contrastare l'esplosione meravigliosa della primavera, la luce, il colore, la natura che preme e spinge e vive.
E' che la nostra vita è fatta di ying e yang, e anche nella gioia e meraviglia si trova un piccolo lato oscuro, che serve forse per giustificare e dare dignità al bene e al bello, così ogni cosa ha in sè il proprio opposto, la luce contiene in sè le tenebre, il bene contiene il male, la primavera ha in sè l'autunno.
Sto cercando in questi giorni di attaccarmi allo yang di questa primavera tanto attesa e finalmente arrivata per contrastare lo yin di una brutta notizia, una notizia che pur non riguardandomi in prima persona mi coinvolge intimamente perchè riguarda persone a me molto care. 
Per evitare di pensare, e rimuginare, sto cercando di fare. Il dolore, l'ho sempre pensato, si contrasta col fare, che non significa non dare il giusto valore alla cosa che genera dolore, ma più che altro che la vita continua nonostante tutto e che bisogna comunque andare avanti magari cercando nelle cose piccole quella felicità che ci permette di superare il labirinto delle domande senza risposta.

Ecco quindi le piccole cose felici che hanno rischiarato le mie ultime giornate.
Il clima che sa di primavera, il sole caldo e accogliente, che fa venir voglia di uscire e respirare l'aria tiepida, e godersi il parco più vicino.



La soddisfazione di vedere come come è venuta bene la nostra pigotta, che abbiamo terminato e consegnato sul filo di lana (ci era stata commissionata dalla maestra di H.) Il vestito da antica romana è in onore del Natale di Roma.


I lavori di taglio e cucito (non metaforico) che io e le altre mamme abbiamo fatto in classe con i bambini, per realizzare i vestiti da antichi romani che i bambini porteranno durante il corteo che la scuola ha organizzato in occasione del Natale di Roma.

Il dolce che H. ha realizzato con la mia supervisione per ottenere il suo primo distintivo scout per la specialità "maestra di cucina".

Il fatto, dopo una lunga pausa, di aver ripreso la lettura serale ad alta voce alle mie bambine, anche se l'ascoltatrice piccola interrompe in continuazione con le sue domande e i suoi discorsi (stiamo leggendo "Il nido dei sogni").

Le mie bimbe, motivo di felicità per sè.
  



Thursday, 13 December 2012

Piccolo laboratorio creativo

Mentre la mamma è impegnata in un improbabile lavoretto con feltro e perline (che dovrebbe dare origine a una spilla o a un'applique o a nonsisachecosa), H. si occupa di dipingere le statuine di sale realizzate da entrambe per la prima volta in assoluto e sul cui risultato non avrei scommesso un centesimo. Invece, a vederle adesso, penso che siano venute proprio bene.




Speriamo che anche il vecchi lupi del suo branco scout, che gliele hanno commissionate, apprezzino.

Wednesday, 12 December 2012

Il Natale è (quasi) alle porte

Animata dalle migliori intenzioni, quest'anno avevo programmato la realizzazione di un nuovo calendario dell'avvento, visto che quello realizzato anni fa aveva fatto il suo tempo.
Animata dalle migliori intenzioni, avevo già in mente come farlo: una serie di piccole calze in feltro, attaccate a un nastro. Semplice ma efficace.
Animata dalle migliori intenzioni, mi ero procurata il materiale ma, come al solito, temporeggiavo. Cercavo il momento adatto per iniziare: il lunedì no perchè di lunedì non si riesce mai a iniziare le diete, figuriamoci i calendari; martedì no perchè è il mio dies horribilis, mercoledì neanche perchè è il mio secundus dies horribilis, giovedì sì sono abbastanza libera ma proprio per questo non è il caso di chiudersi in casa per quanto il lavoro da fare sia creativo, venerdì è il mio giorno preferito e mi va di dedicarlo alle piccole cose futili che rendono positiva la giornata, giri per mercati, window shopping, dolce far niente; sabato è prefestivo, domenica è festiva. Insomma, come sempre da quando sono nata, non ho fatto altro che rimandare, procrastinatrice che non sono altro!
Finchè... finchè il mio adorato consorte, che evidentemente in nove anni di convivenza con la sottoscritta ha maturato doti divinatorie, non mi ha tratto d'impaccio acquistando al supermercato un calendario bell'è fatto. Certo, non è bello come quello che avrei realizzato io, non è fatto con tutto l'amore che ci avrei messo dentro, ma è sorprendentemente ben fatto e carino, oltre che molto simile a quello che avevo pensato di creare quest'anno.


Visto che la mia figlia maggiore è uno dei rari esemplari di essere umano al di sotto dei dieci anni che non impazzisca per dolci e cioccolato, ho dovuto escogitare una serie di regalini alternativi (riservando invece le scorte di cioccolatini per la piccola che è l'esatto contrario della sorella). Ovviamente, con l'organizzazione e il savoir faire che mi contraddistingue ho lasciato il reperimento dei cadeaux all'ultimissimo momento (nonostante alcuni richiedessero un minimo di preparazione, visto che volevo realizzarli con le mie mani).
Ecco cosa ho fatto trovare finora alle piccole fanatiche del calendario:
delle barrette-fermaglio per capelli, realizzate grazie a questo tutorial;


delle meravigliose tovagliette plastificate con dei meravigliosi disegni della altrettanto meravigliosa Isabelle Kessedjan (scovate per caso in un negozietto di giochi per bambini che ha aperto vicino casa mia: roba che quando le ho viste in vetrina, non ci volevo credere! Peccato solo che non avessero la versione "quand je serai grande je serai une artiste" che è quella più adatta ad H., artista in erba, nonchè grande estimatrice della Kessedjan);


alcuni libri per bambini di cui faccio scorta durante tutto l'anno (almeno quelli!);
materiale scolastico (penne, gomme, quaderni) che, diciamolo, non basta mai;
e tanti fantastici bits and pieces che la sottoscritta desidererebbe riuscire a realizzare a mano se solo il tempo non fosse tiranno e la pigrizia non la facesse da sovrana.
Ma del resto, con 24 caselle e altrettanti giorni a disposizione, qualcosa alla fine riuscirò ad inventarla per stupire le mie pargole con effetti speciali e non!
Tengo a precisare che le suddette pargole non riceveranno da parte mie alcun regalo natalizio "importante" oltre a ai 24 del calendario: questi ultimi mi sembrano già più che sufficienti.
Mesi fa alla mia figlia maggiore è stato chiesto se preferisse dei regali da Babbo Natale o dalla mamma con il calendario dell'avvento. Ha scelto la seconda opzione. Dalle mie parti si dice manch'i fissa!

Wednesday, 31 October 2012

Odio il martedì

h. 8.10 Accompagno H. a scuola.
h. 9.00 Cerco di mettere a posto la casa ma evidentemente l'uragano Sandy ha avuto i suoi effetti devastanti anche da queste parti.
h. 11.20 Esco per la spesa + commissioni varie.
h. 16.20 Vado a prendere H. all'uscita da scuola.
h. 17.30 Accompagno H. in palestra per ginnastica artistica.
h. 18.30 Prelevo H. dalla palestra e la conduco in oratorio per l'incontro scout.
h. 19.30 Telefonata dell'adorato consorte che mi annuncia che tornerà a casa tardissimo per sopraggiunti problemi di lavoro (che novità!).
h. 20.00 Torno in oratorio per prendere H. e riportarla a casa.
h. 20.15 Scopriamo che l'ascensore è guasto. Ci tocca fare i 6 piani che ci separano da casa a piedi, e con A. in braccio (a onor del vero, mi condona l'ultima rampa, perchè decide di salirla da sola).
h. 20.30 Cena (durante la quale H. mi informa che domani si andrà a scuola con una mascherina di Halloween)
h. 21.00 Messa a letto (per fortuna A. mi grazia dalla lettura quotidiana prima dei addormentarsi - aka "eggi ibbo" - accettando che per stasera mi sostituisca H.)
h. 21.30 Bricolage (la maledetta mascherina!!).
h. 22.30 mi metto a letto e cerco di leggere qualche pagina per "conciliare il sonno" (semmai ce ne fosse bisogno).
h. 23.15 Spengo la luce.
h. 24.30 Mi sveglio sentendo i rumori dell'adorato che rientra a casa.
h. 1.30? Mi risveglio col pianto di A. che arriva correndo dall'altra camera e si pianta sul lettone, evidentemente intenzionata a trascorrervi il resto della notte. Da allora in poi cerco di dormire con grande fatica, avendo a disposizione uno spazio molto ristretto, in bilico a 2 mm dal bordo del letto.
h. 6.30 mi sveglio definitivamente e mi alzo dal letto.
Pronta a cominciare un'altra fantastica rutilante giornata!
Aò!!


Il frutto del mio lavoro.

Thursday, 11 October 2012

Piccoli raptus creativi

Pigrizia e incostanza sono da sempre i miei difetti più grandi, quelli che sono in pole position nella mia lista dei difetti-insopportabili-che-cambierei-volentieri-se-solo-potessi.
Ho tanti meravigliosi progetti creativi nella mia testa, tante cose meravigliose per rendere bella e confortevole la mia casa, l'ambiente in cui vivo, la mia vita quotidiana e soddisfare il mio senso estetico. Tante cose che aspettano solo di essere realizzate e che - accidenti a me - non riesco, non dico a portare a termine, ma in alcuni casi nemmeno a iniziare! 
Ma - che dire? - siamo fatti così, siamo proprio fatti così (come diceva una nota canzone)...
In attesa che mi venga qualche nuovo raptus creativo, ho voglia di parlare di un piccolo progetto realizzato mesi fa, grazie al suggerimento di mia suocera (che, con questa "dritta" ha quasi sfatato il mito dell'inutilità delle suocere). Avendo una discreta quantità di orecchini, che tenevo alla rinfusa in alcune scatole (cosa che mi dava non pochi problemi ogni volta che dovevo indossarli perchè difficilmente riuscivo a ricomporre subito il paio), ho deciso di utilizzare un piccolo pannello di sughero, vi ho attaccato dei fili con delle puntine da disegno et voilà: Bob's your uncle!


Ecco i miei orecchini bene allineati, pronti ad essere utilizzati all'occorrenza. Come si può notare, ho persino sfruttato lo spazio laterale per le mie collane più lunghe.
E' una cosa da poco, ma è un'idea così utile e pratica che son contenta di aver vinto la pigrizia durante tutti i 10 minuti che mi son serviti per realizzarlo!

Thursday, 6 September 2012

Settembre è un po' gennaio

No, non mi riferisco al clima, che qui al sud-sud (in cui ancora ci troviamo a trascorre l'ultimo scorcio di vacanza) le temperature non sono talmente basse da farci pensare all'inverno, come ci riferiscono accada in altre parti dello stivale. Con questo titolo mi riferisco piuttosto alla tendenza, vista un po' ovunque, a spostare i "propositi per il nuovo anno" a Settembre. Finiscono le vacanze, si torna in città, si ricomincia a lavorare, si riprende la vita quotidiana dopo la pausa estiva, quindi in molti si ha voglia di fare progetti, di prefissarsi obbiettivi, di attivarsi per mettere in pratica sogni lungamente lasciati nel cassetto. A quanto pare Settembre è per tanti il mese della programmazione. Non per me.
Per me questo mese è un po' come gli altri. Un mese di transizione in un anno di transizione, in cui tutti gli eventuali progetti vengono lasciati in sospeso volutamente, in attesa di sapere quello ci riserverà la vita in questo periodo particolare. Io un po' come i sogni, di conseguenza mi sento sospesa, un po' apatica, in una fase di stallo. Forse perchè non ho ancora ben capito cosa voglio fare e cosa posso fare, e non mi sono attivata per sapere se le due cose coincidono: volere e potere, intendo.
Anche il mio adorato consorte è in una fase di transizione, forse meglio definita come fase di osservazione, ma l'azione non mi sembra, nel suo caso, così distante.
Nell'attesa di tornare a Roma mi crogiolo nelle buone letture (al momento sto leggendo "Dai diamanti non nasce niente" che mi sta appassionando visto che nonostante il mio pollice marrone adoro i giardini), mi dedico ogni tanto alla cucina (e in particolare all'esecuzione dei piatti unici che, insieme alle insalate, sono diventate il mio passepartout) e al cucito. Riguardo a quest'ultimo punto devo dire di non essere stata, quest'estate, particolarmente produttiva come invece avrei voluto essere. Ma qualcosina l'ho fatta. Ad esempio, sulla scia della visione dei programmi di arredamento (che adoro e vedo spesso) ho creato le fodere dei cuscini per il divano di mia madre con una stoffa che avevo comprato al mercato cittadino alla stratosferica cifra di €3: una stoffa immensa e dalla tonalità che si adatta perfettamente al colore dei copridivano.

Oppure a qualche lavoretto di modifica degli abiti miei o delle bambine. Mi capita spesso (specie in saldo) di comprare abiti e modificarli successivamente per adattarli al mio gusto. Stringo, allargo, accorcio o allungo orli, aggiungo, tolgo: spesso stravolgo talmente i vestiti che compro che il negoziante che me li ha venduti li riconoscerebbe a stento. Giusto per fare un esempio: tempo fa (tanto per cambiare durante i saldi) ho comprato una lunghissima gonna da zingara blu (se non erro anche in questo caso ho speso €3). Riprovandola davanti allo specchio di casa ho deciso che non mi stava gran che bene, visto che mi fasciava troppo i fianchi, allora ho provato a tirarla su trasformandola in un abito senza spalline: era perfetta. L'ho utilizzata un paio di volte in questa nuova funzione, fino a quando, visto che l'elastico non mi sembrava abbastanza sicuro e "autoreggente", ho comprato uno splendido nastrino ton-sur-ton e con questo ho realizzato delle spalline. Non un lavoro di alta sartoria, ma confesso di essere abbastanza soddisfatta e orgogliosa del risultato (visibile nella foto in basso).

Le tre grazie

Tra pochi giorni si torna a Roma. Riprenderemo la consueta routine settembrina, e cercherò qualcosa che ci tenga la mente e le mani impegnate, nell'attesa che progetti più grandi prendano forma in un futuro più o meno lontano.

Wednesday, 7 December 2011

Il calendario

In questo periodo mi sento particolarmente inconcludente. Ho decine di liste mentali di cose che vorrei fare e progetti da realizzare, ma queste liste rimangono sempre in attesa di essere spuntate. E' vero che il tempo (come si suol dire) mi è tiranno, ma se non avessi questa pigrizia assassina che mi perseguita e avvilisce riuscirei a fare ugualmente buona parte delle cose-che-penso-di-fare-e-che-poi-puntualmente-non-faccio.
Nella lunga lista denominata "Cose futili ma che hanno il loro perchè" avevo anche un calendario dell'avvento nuovo. Sui blog e su Pinterest ne avevo visti di ogni tipo, anche alcuni non troppo complicati da realizzare. Ma come al solito, quando stavo per mettermi a reperire i materiali mi sono resa conto del fatto che non ce l'avrei mai fatta: era il 30 novembre e il calendario sarebbe dovuto essere pronto per il giorno dopo. Visto che il tempo rimasto a disposizione era decisamente poco, per evitare di passare tutta la notte a "creare" ho ripiegato su quello dell'anno scorso, che sarà anche malconcio, ma è perfettamente capace di assolvere il suo onorato servizio per un altro anno (il terzo). Ho anche riciclato i bigliettini della caccia al tesoro, visto il successo che avevano riscosso l'anno scorso.
Il calendario ha come tradizione dolciumi e talvolta qualche treat differente: piccoli regali comprati a poco prezzo durante l'anno e messi da parte per la giusta occasione.


E anche quest'anno l'abbiamo sfangata.

Tuesday, 22 November 2011

Creatività lusitana

Torno (virtualmente) a Lisbona per parlare del mio contatto - breve ma intenso - con il mondo della creatività.
Che la capitale Lusitana fosse una fucina di ingegno e artigianalità creativa lo avevo più che sospettato, se consideriamo che molti dei blog che seguo con entusiasmo sono made in Portugal, ma visitando Lisbona ne ho avuto la riprova.
Sono arrivata in questa città con una piccola lista di indirizzi di posti creativi che volevo visitare, in realtà sono riuscita a recarmi solo in uno di questi e ad acquistare le creazioni di un altro anche senza riuscire a vederne il laboratorio. Ma poco male, di negozietti che vendono cose artigianali di stoffa, feltro, ceramica originalissime ne ho incontrati tanti, e tanto spirito creativo l'ho scoperto anche vagando per le strade della città...
Ma di una cosa sono più che contenta: di aver avuto la possibilità di visitare il negozio di Rosa Pomar, conosciuta virtualmente anni fa tramite il suo blog, e di cui ho sempre adorato i nastri (di cui avevo già parlato qui) e le stoffe stampate tratte da suoi disegni. La sua retrosaria si trova nel vivacissimo barrio alto, in uno di quei palazzi un po' decadenti che caratterizzano Lisbona. Ci siamo arrivati dopo aver preso l'elevador da Rossio e aver attraversato un dedalo di strade, ma alla fine la camminata è stata ben ricompensata (per quanto mi riguarda). Quando ho riconosciuto le cassette della posta colorate e ho iniziato la salita che ci portava al secondo piano del palazzo (in cui si trova il laboratorio-merceria) ero quasi emozionata: non parliamo poi di quando, entrata nel negozio, ho iniziato a guardarmi intorno: mi sembrava di essere nel paese dei balocchi. E l'invidia che ho provato per quelle donne impegnate in uno dei laboratori in corso nella camera accanto! 
Mentre i pargoli giocavano nell'angolo riservato ai bambini (in mezzo a un'imponente pupazzo in stile Pomar), io e mia cognata E. abbiamo fatto incetta di nastri (io) e lane (lei).



Purtroppo non mi è stato possibile visitare il negozio-laboratorio Cor do Cobre (di cui avevo letto qui), in cui si realizzano bellissimi gioielli in rame dipinto e infornato, ma per vie traverse sono  riuscita ad acquistare a Belém un bellissimo anello realizzato con la stessa tecnica (e, come mi ha detto la ragazza che me lo ha venduto, creato da una collaboratrice del laboratorio).

Termino la mia rassegna sulla creatività portoghese, tessendo le lodi dell'appartamento in cui abbiamo soggiornato, facente parte di una struttura dal nome suggestivo: The Lisbonaire. Si tratta di 19 appartamenti arredati da giovani designer emergenti portoghesi. Quello che ci ospitava era semplicemente delizioso, ma anche gli altri, dei quali qui si trova un impeccabile servizio fotografico, sono tutti ugualmente straordinari. Assolutamente da vedere dal vivo.



Un motivo in più per tornare a Lisbona.

Friday, 14 January 2011

Piccole blogger crescono

"Mamma quando avrò il mio blog personale?"
Questa domanda mi è stata ripetuta ad nauseam praticamente da quando ho iniziato a tenere il mio, di blog. Approfittando di questi giorni di riposo forzato di H., causa febbrone da cavallo, ho deciso di accontentarla.
Quindi sono lieta di annunciare il debutto nella blogosfera di una nuova blogger, che dal suo "Il mio piccolo atelier" mostrerà, in una sorta di mostra permanente online, le sue creazioni. Perchè è ormai chiaro a tutti: quando sarà grande, sulla sua Carta d'Identità, alla voce "occupazione" si troverà scritto "artista".

Alle prese con la pasta di sale

Sunday, 31 October 2010

Tuesday, 19 October 2010

La degenza

Ebbene sì, la mamma è effettivamente stata in ospedale per qualche giorno, ma la tanto attesa sorellina non ha ancora visto la luce (per questo si dovrà aspettare ancora un po').
Questo disegno mi ha sorpreso, sia per il testo e la dovizia di particolari che lo caratterizzano e perchè è così spontaneo e realistico da lasciare sbalorditi (mia madre mi ha giurato di non aver influenzato l'autrice in nessun modo).

Il secondo giorno di degenza ho avuto in dono quest'altro bigliettino.. ma qui è palese l'intervento della nonna, non sul testo bensì sulle "doppie".
Questi "pensierini" di H. hanno reso più accettabile e gradevole la degenza.
A proposito.. tutto bene. So far.

Tuesday, 5 October 2010

L'eloquenza dei disegni

Non vorrei fare psicologia spicciola, ma a giudicare da quello che si "legge" in questo disegno ho forse un po' esagerato quando (per frenare il suo entusiasmo e evitare future insofferenze e avversioni) ho cercato di "preparare H. spiegandole che con l'arrivo della sorellina non sarebbe stato tutto rose e fiori, che probabilmente (almeno i primi tempi) avrebbe pianto più di quanto pensavamo, e che dovremo portare pazienza se combinerà qualche piccolo guaio, finchè non avrà imparato come si sta al mondo.

Da sinistra a destra: la sorellina prende di nascosto i libri di H., le si arrampica sulla testa, si arrampica sulla testa del papà, si appropria dei travestimenti di H., le prende lo zainetto di scuola facendole rizzare i capelli in testa.

Saturday, 3 July 2010

Creattività

La scena più ricorrente dei nostri pomeriggi, poco prima che H. scenda a giocare con gli amichetti, e da quando è afflitta dalla SDM (Sindrome da Dipendenza da Melevisione) è la seguente:
"Mammmaaaaa! Dov'è il cartoncino colorato/ lo scotch/ le forbici/ il biadesivo/ la colla, e via dicendo?"
"Dovresti saperlo, cerca di ricordare dove li hai messi!".
"Non lo so! Non riesco a trovarli" (con tono crescente di disperazione)
"Arrivo!", pronta a cominciare la consueta caccia al tesoro per reperire il materiale che H. ha posato, chissà dove, il giorno prima.
Una volta trovato (più o meno) tutto ciò di cui l'artista ha bisogno, seguono 10 minuti di silenzio creativo, seguito dal puntuale: "Guarda un po' cosa ho fatto.."
Ora, se qualcuno avesse una irrefrenabile voglia di acquistare un impareggiabile oggetto d'arte artigianale realizzato da H. "di persona pirsonalmente" si faccia avanti: ne abbiamo la casa piena, anzi, direi che a breve saremo costretti a trovare un altro posto in cui vivere, visto che il nostro spazio vitale sta per essere totalmente invaso dalle creazioni di H.

Tuesday, 15 June 2010

Festa di fine anno

Diciamo le cose come stanno: se dovessimo trovare una frase che riassuma l'anno scolastico che ormai volge al termine, potremmo dire che "Non doveva andare così ma va bene lo stesso". Sì perchè si è trattato di una anno disastroso dal punto di vista logistico (anche se ottimo dal punto di vista umano e di risorse organizzative), visto che è successo di tutto: sospensioni della didattica, trasferimenti in altre sedi, incidenti durante una gita... Devo dire che se non fosse stato per la ottima capacità della direttrice di far fronte alle emergenze e della capacità di adattamento delle insegnanti e dei bambini sarebbe finita peggio di come è andata.
La festa di fine anno, organizzata magnificamente dalle maestre, ha rischiato, a causa di un temporale decisamente intempestivo, di essere mandata a monte.
L'idea portata avanti quest'anno era di sostituire la "solita recita" con una serie di laboratori, realizzati dalle varie classi della materna, che i bambini potevano scegliere liberamente con i genitori e realizzare insieme a loro. I laboratori comprendevano la musica, la manipolazione, la pittura, la realizzazione di lavori con il riso, il collage, lo spettacolo di un clown (una delle maestre travestite), oltre alla mostra di alcuni progetti realizzati durante l'anno. Ma a causa della pioggia, molti dei laboratori hanno dovuto essere trasferiti in classe, soprattutto quelli che prevedevano l'uso della carta, quindi ci è toccato dare un po' su e giù per le scale per poterli vedere tutti. Alla fine "è andata bene lo stesso" i bambini e i genitori si sono divertiti molto e hanno gradito l'iniziativa, ma una nuvoletta nera sembra perseguitare questa scuola.
Ho suggerito a una delle maestre di H. di proporre una gita a Lourdes quanto prima, visto che sembrano averne bisogno.







Saturday, 8 May 2010

Attimi di felicità 3

Continuando con l'iniziativa di Eniko...

Lo so, sta diventando una presenza costante (e quasi ossessiva) su questo blog ma questo seme di avocado (altrimenti detto "il coso") è il nostro piccolo miracolo: è riuscito a sopravvivere alle nostre cure e a produrre tante deliziose foglioline. Vederlo trasformato in un albero carico di frutti succulenti è il mio sogno.

Il regalino per la festa della mamma: una splendida collana realizzata col das e poi dipinta a mano da H.. Quest'anno le maestre e i bambini hanno superato sè stessi!

Il regalo di H. per il mio compleanno: un disegno con riferimento esplicito al recente viaggio in Spagna (dei viaggi la cosa che H. apprezza di più è la permanenza in hotel). Da notare come il motivo del mio vestito richiami quello della cravatta del mio adorato consorte.

Friday, 19 March 2010