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Tuesday, 23 July 2013
Saturday, 15 September 2012
Simpatiche canaglie
Dando un'occhiata alle foto delle vacanze mi sono imbattuta in questa foto che non potevo non pubblicare vista la sua emblematicità. Totò e Cetta: amici inseparabili, compagni di mille avventure, complici di marachelle di ogni ordine e grado. E, ben in mostra, l'altro protagonista privilegiato dell'estate 2012: "ihato" ovvero il gelato, di cui i due Bonnie & Clyde de noantri (ma, a onor del vero, soprattutto la nostra Bonnie) hanno fatto incetta all summer long, sviluppando una dipendenza che è dura da vincere.
Totò, ntichtà, sss sss, atititi, ihato!!
Friday, 14 September 2012
Ritorno alla capitale e amarcord vacanziero
Abbiamo rimesso piede nella città eterna martedì sera. Abbiamo trascorso il giorno e mezzo che ci separava dalla rentrée in attività varie, del tipo: pulizia casa (che ho ritrovato, a sorpresa, quasi esattamente come l'avevo lasciata durante la mia ultima visita a metà agosto, solo con la polvere di un mese e qualche abito lasciato qua e là dal mio adorato consorte giusto per dare segno della sua presenza), reperimento testi scolastici, uscita al mcDo (un must del nostri ricongiungimenti familiari), cinema (a vedere Madagascar 3, prima volta in una sala cinematografica per A.: esperienza un po' azzardata che penso di non farle ripetere prima dei 3-4 anni), cena improvvisata ma impareggiabile, realizzata con le poche vettovaglie portate su dalla Calabria (io e le bimbe abbiamo viaggiato, come sempre, con il solo bagaglio a mano): involtini di vitello, pomodori, pane duro ammorbidito con l'acqua accompagnati da halloumi (formidabile formaggio cipriota che ho trovato nel frigo - acquisto del mio adorato consorte che sa bene quanto lo adori), e, dulcis in fundo, cioccolatini Cadbury (anche questi acquistati dall'adorato che ne ha fatto incetta nel suo recente viaggio a Londra, il mese scorso).
Il primo giorno di scuola è stato vissuto dall'interessata, H., con la consueta trepidazione. La scolara, ormai in 3a, è saltata giù dal letto già alle 6 e mi ha svegliata con un "mamma, è tardi!" alle 6.30. Abbiamo fatto la prima "school run" dell'anno accompagnate da una pioggia scrosciante, ma tutto è andato come doveva. L'adorato consorte, nonchè aspirante globetrotter, partito di mattina presto per il Libano, brillava per la sua assenza, ma avrà modo di rifarsi, izallarad, la settimana prossima (e sottolineo "la").
Sono trascorsi così i primi giorni di ritorno dalle vacanze. Ci stiamo lentamente ma inesorabilmente riadattando alla routine, all trantran quotidiano, anche se di tanto in tanto (complice lo spleen generato dalla pioggia che in questi giorni la fa da padrone) il pensiero va ancora alle vacanze appena trascorse e in particolare all'ultimo giorno al sud-sud, che abbiamo trascorso così:
Il primo giorno di scuola è stato vissuto dall'interessata, H., con la consueta trepidazione. La scolara, ormai in 3a, è saltata giù dal letto già alle 6 e mi ha svegliata con un "mamma, è tardi!" alle 6.30. Abbiamo fatto la prima "school run" dell'anno accompagnate da una pioggia scrosciante, ma tutto è andato come doveva. L'adorato consorte, nonchè aspirante globetrotter, partito di mattina presto per il Libano, brillava per la sua assenza, ma avrà modo di rifarsi, izallarad, la settimana prossima (e sottolineo "la").
Sono trascorsi così i primi giorni di ritorno dalle vacanze. Ci stiamo lentamente ma inesorabilmente riadattando alla routine, all trantran quotidiano, anche se di tanto in tanto (complice lo spleen generato dalla pioggia che in questi giorni la fa da padrone) il pensiero va ancora alle vacanze appena trascorse e in particolare all'ultimo giorno al sud-sud, che abbiamo trascorso così:
Thursday, 6 September 2012
Settembre è un po' gennaio
No, non mi riferisco al clima, che qui al sud-sud (in cui ancora ci troviamo a trascorre l'ultimo scorcio di vacanza) le temperature non sono talmente basse da farci pensare all'inverno, come ci riferiscono accada in altre parti dello stivale. Con questo titolo mi riferisco piuttosto alla tendenza, vista un po' ovunque, a spostare i "propositi per il nuovo anno" a Settembre. Finiscono le vacanze, si torna in città, si ricomincia a lavorare, si riprende la vita quotidiana dopo la pausa estiva, quindi in molti si ha voglia di fare progetti, di prefissarsi obbiettivi, di attivarsi per mettere in pratica sogni lungamente lasciati nel cassetto. A quanto pare Settembre è per tanti il mese della programmazione. Non per me.
Per me questo mese è un po' come gli altri. Un mese di transizione in un anno di transizione, in cui tutti gli eventuali progetti vengono lasciati in sospeso volutamente, in attesa di sapere quello ci riserverà la vita in questo periodo particolare. Io un po' come i sogni, di conseguenza mi sento sospesa, un po' apatica, in una fase di stallo. Forse perchè non ho ancora ben capito cosa voglio fare e cosa posso fare, e non mi sono attivata per sapere se le due cose coincidono: volere e potere, intendo.
Anche il mio adorato consorte è in una fase di transizione, forse meglio definita come fase di osservazione, ma l'azione non mi sembra, nel suo caso, così distante.
Nell'attesa di tornare a Roma mi crogiolo nelle buone letture (al momento sto leggendo "Dai diamanti non nasce niente" che mi sta appassionando visto che nonostante il mio pollice marrone adoro i giardini), mi dedico ogni tanto alla cucina (e in particolare all'esecuzione dei piatti unici che, insieme alle insalate, sono diventate il mio passepartout) e al cucito. Riguardo a quest'ultimo punto devo dire di non essere stata, quest'estate, particolarmente produttiva come invece avrei voluto essere. Ma qualcosina l'ho fatta. Ad esempio, sulla scia della visione dei programmi di arredamento (che adoro e vedo spesso) ho creato le fodere dei cuscini per il divano di mia madre con una stoffa che avevo comprato al mercato cittadino alla stratosferica cifra di €3: una stoffa immensa e dalla tonalità che si adatta perfettamente al colore dei copridivano.
Oppure a qualche lavoretto di modifica degli abiti miei o delle bambine. Mi capita spesso (specie in saldo) di comprare abiti e modificarli successivamente per adattarli al mio gusto. Stringo, allargo, accorcio o allungo orli, aggiungo, tolgo: spesso stravolgo talmente i vestiti che compro che il negoziante che me li ha venduti li riconoscerebbe a stento. Giusto per fare un esempio: tempo fa (tanto per cambiare durante i saldi) ho comprato una lunghissima gonna da zingara blu (se non erro anche in questo caso ho speso €3). Riprovandola davanti allo specchio di casa ho deciso che non mi stava gran che bene, visto che mi fasciava troppo i fianchi, allora ho provato a tirarla su trasformandola in un abito senza spalline: era perfetta. L'ho utilizzata un paio di volte in questa nuova funzione, fino a quando, visto che l'elastico non mi sembrava abbastanza sicuro e "autoreggente", ho comprato uno splendido nastrino ton-sur-ton e con questo ho realizzato delle spalline. Non un lavoro di alta sartoria, ma confesso di essere abbastanza soddisfatta e orgogliosa del risultato (visibile nella foto in basso).
Tra pochi giorni si torna a Roma. Riprenderemo la consueta routine settembrina, e cercherò qualcosa che ci tenga la mente e le mani impegnate, nell'attesa che progetti più grandi prendano forma in un futuro più o meno lontano.
Per me questo mese è un po' come gli altri. Un mese di transizione in un anno di transizione, in cui tutti gli eventuali progetti vengono lasciati in sospeso volutamente, in attesa di sapere quello ci riserverà la vita in questo periodo particolare. Io un po' come i sogni, di conseguenza mi sento sospesa, un po' apatica, in una fase di stallo. Forse perchè non ho ancora ben capito cosa voglio fare e cosa posso fare, e non mi sono attivata per sapere se le due cose coincidono: volere e potere, intendo.
Anche il mio adorato consorte è in una fase di transizione, forse meglio definita come fase di osservazione, ma l'azione non mi sembra, nel suo caso, così distante.
Nell'attesa di tornare a Roma mi crogiolo nelle buone letture (al momento sto leggendo "Dai diamanti non nasce niente" che mi sta appassionando visto che nonostante il mio pollice marrone adoro i giardini), mi dedico ogni tanto alla cucina (e in particolare all'esecuzione dei piatti unici che, insieme alle insalate, sono diventate il mio passepartout) e al cucito. Riguardo a quest'ultimo punto devo dire di non essere stata, quest'estate, particolarmente produttiva come invece avrei voluto essere. Ma qualcosina l'ho fatta. Ad esempio, sulla scia della visione dei programmi di arredamento (che adoro e vedo spesso) ho creato le fodere dei cuscini per il divano di mia madre con una stoffa che avevo comprato al mercato cittadino alla stratosferica cifra di €3: una stoffa immensa e dalla tonalità che si adatta perfettamente al colore dei copridivano.
| Le tre grazie |
Tra pochi giorni si torna a Roma. Riprenderemo la consueta routine settembrina, e cercherò qualcosa che ci tenga la mente e le mani impegnate, nell'attesa che progetti più grandi prendano forma in un futuro più o meno lontano.
Wednesday, 4 July 2012
Tu chiamale se vuoi, vacanze
Come ogni anno, finita la scuola ci siamo trasferite nel sud-sud per trascorrere le vacanze. Come ogni anno mi chiedo perchè mi ostini a chiamarle così visto che sono quanto di più lontano dal mio concetto di vacanza tout court. Pur essendo, a differenza degli altri anni, alleggerita dal fardello del lavoro, non riesco a considerare questo come un periodo di svago e rilassatezza per i seguenti motivi.
La piccola A., dall'alto dei suoi 20 mesi appena compiuti pare essere entrata in pieno nei terrible two, e se mai fosse necessario, appare ancor più difficilmente gestibile del solito, soprattutto per quanto riguarda il dormire. La piccola sembra non essere a conoscenza che il riposo notturno è indispensabile al genere umano, e, con una prassi avviata fin dalla nascita lo interrompe di continuo, con una frequenza ancora maggiore di quanto non facesse a Roma (cosa che mi sta lentamente mandando alla neuro). Per di più, pare che la stessa mal tolleri il caldo (che in realtà qui viene percepito infinitamente meno che nella capitale) e accentua il tratto isterico che la caratterizza da sempre, dando mostra di spettacoli di pianto ininterrotto da guinness dei primati alternato a quel lamento sottile, quel piagnistero fastidioso e insistente universalmente conosciuto come "la lagna". Sapevo che non avrei mai dovuto pronunciare la-frase-che-mai-nessuna-mamma-dovrebbe-mai-pronunciare: "Eppure si è calmata, da piccola era decisamente meno gestibile". Sapevo che non avrei dovuto farlo, però l'ho fatto. E, come per magia, siamo tornati nei mesi bui. Accidenti a me.
La grande, da parte sua, è quotidianamente alla ricerca di eventi mondani, amici da incontrare, cose da fare, pomeriggi o mattine al mare. Non sia mai che passi un'ora a non fare nulla, altrimenti piomberebbe e ci farebbe tristemente piombare nel tunnel del "ma io mi annoio" (altra cosa che mi manda alla neuro).
Io, tra addormentamenti tardivi, interruzioni notturne, levatacce, calori, affronto la giornata con la vitalità di un bradipo. Ogni tanto vado al mare, cercando di godermi una nuotata nonostante tutto, leggo molto e con soddisfazione (ho trovato un filone di libri strordinari), cerco disperatamente di sentirmi un po' in vacanza nonostante faccia praticamente quasi le stesse cose che facevo quando in vacanza non ero.
Ah, e aspetto con ansia il mio adorato consorte che (non si sa ancora quando) ci verrà a trovare per trascorrere una settimana (o meno) con noi. Allora sì che le cose cambieranno e la festa comincerà. Are you ready dearest husband?
La piccola A., dall'alto dei suoi 20 mesi appena compiuti pare essere entrata in pieno nei terrible two, e se mai fosse necessario, appare ancor più difficilmente gestibile del solito, soprattutto per quanto riguarda il dormire. La piccola sembra non essere a conoscenza che il riposo notturno è indispensabile al genere umano, e, con una prassi avviata fin dalla nascita lo interrompe di continuo, con una frequenza ancora maggiore di quanto non facesse a Roma (cosa che mi sta lentamente mandando alla neuro). Per di più, pare che la stessa mal tolleri il caldo (che in realtà qui viene percepito infinitamente meno che nella capitale) e accentua il tratto isterico che la caratterizza da sempre, dando mostra di spettacoli di pianto ininterrotto da guinness dei primati alternato a quel lamento sottile, quel piagnistero fastidioso e insistente universalmente conosciuto come "la lagna". Sapevo che non avrei mai dovuto pronunciare la-frase-che-mai-nessuna-mamma-dovrebbe-mai-pronunciare: "Eppure si è calmata, da piccola era decisamente meno gestibile". Sapevo che non avrei dovuto farlo, però l'ho fatto. E, come per magia, siamo tornati nei mesi bui. Accidenti a me.
La grande, da parte sua, è quotidianamente alla ricerca di eventi mondani, amici da incontrare, cose da fare, pomeriggi o mattine al mare. Non sia mai che passi un'ora a non fare nulla, altrimenti piomberebbe e ci farebbe tristemente piombare nel tunnel del "ma io mi annoio" (altra cosa che mi manda alla neuro).
Io, tra addormentamenti tardivi, interruzioni notturne, levatacce, calori, affronto la giornata con la vitalità di un bradipo. Ogni tanto vado al mare, cercando di godermi una nuotata nonostante tutto, leggo molto e con soddisfazione (ho trovato un filone di libri strordinari), cerco disperatamente di sentirmi un po' in vacanza nonostante faccia praticamente quasi le stesse cose che facevo quando in vacanza non ero.
Ah, e aspetto con ansia il mio adorato consorte che (non si sa ancora quando) ci verrà a trovare per trascorrere una settimana (o meno) con noi. Allora sì che le cose cambieranno e la festa comincerà. Are you ready dearest husband?
Sunday, 12 September 2010
Scorci d'estate
E' ricominciata la nostra vita cittadina, i tran tran quotidiano fatto di corse da un posto all'altro, impegni più o meno importanti. Abbiamo rimesso al polso l'orologio e ripreso i ritmi autunnali.
Ma qualche foto, ancora, per ricordare la spensieratezza dell'estate.
Anche un'estate così così può regalare momenti di svagatezza e gioia pura.
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