Wednesday, 2 December 2009

Day two

Il secondo giorno di dicembre, contemplato nel nostro calendario dell'avvento, ci ha regalato una confezione di mattoncini in legno. Inizialmente ero dubbiosa sul fatto che potessero piacere a una bambina di 5 anni, ma mi sbagliavo. In realtà avrei dovuto pensare che la bambina in questione è abbastanza creativa e non molto suggestionata e influenzata dalla pubblicità (anche se, purtroppo non totalmente indifferente, come vorrei) e tutto sommato sono giocattoli senza tempo e senza età, tanto è vero che l'età indicata sulla confezione è da 3 a 99 anni!
Insomma, anche questa sorpresa del calendario è stata graditissima. A tal punto che H. ha voluto giocarci dalle 7 del mattino alle 8.30, rischiando, per questo, di arrivare tardi a scuola.

Dopo averci costruito una casa, dei mobili e un paio di torri, mi ha regalato anche una dedica personalizzata. "Mamma, guarda cosa ho fatto per te!"

Tuesday, 1 December 2009

In extremis

Lo avevo promesso a H. già l'anno scorso (senza però riuscire a mantenere la promessa). Quest'anno dovevo farlo. L'ho terminato meno di 12 ore prima del suo effettivo utilizzo, praticamente in zona Cesarini, ma ci sono riuscita: ho fatto con le mie mani il tanto desiderato calendario dell'Avvento! Certo non è perfetto (manca di un bastone decente visto che il ramo trovato al parco e inserito a mo' di sostegno è troppo flessibile, mancano i riferimenti al Natale - ma provvederò), ma tutto sommato sono soddisfatta. E' il meglio che avrei potuto fare.
Anche H. sembra molto soddisfatta, le piace molto l'idea di trovare una sorpresa ogni giorno. Stamattina ha avuto un burro cacao delle principesse (cosa distingue un burro cacao normale da uno delle principesse? Il prezzo - almeno doppio - e la presenza di un odiosissimo - almeno per me - disegno sulla confezione di leggiadre fanciulle in abiti da cerimonia a colori pastello), che è stato, inutile dire, immensamente gradito, e questa filastrocca di Rodari.
Mancano 24 giorni al Natale.

Friday, 27 November 2009

Calling in sick

Capita, la mattina, di guardare la propria figlia negli occhi e capire subito che c'è qualcosa che non quadra.
Capita di allungare la mano a verificare se il sospetto è fondato.
Capita di misurarle la temperatura a ulteriore conferma. 37 e qualcosa: non un febbrone da cavallo (thanks God), ma di quelle febbricole stupide (con annessa tossetta stizzosa) che tolgono la voglia di uscire quel tanto da non farle avanzare proteste quando il papà sentenzia: "Niente scuola. Oggi rimani a casa. E, se ci riesco, ci rimango anch'io" (poi, come volevasi dimostrare, lui - il lavoratore indefesso - non c'è rimasto).
Capita di chiedersi: e adesso come occupiamo le prossime 13 e passa ore?


Comincia così la rassegna dei giochi: da quelli più stanziali, tipo la pittura e i puzzle, o i giochi al computer, le carte, la vestizione dei pupazzi, a quelli più dinamici: campanaro, hula hoop (di cui H. è ormai quasi da Guinness dei primati), palla (che a casa nostra ha la doppia funzione di planisfero), yoga per bambini (che pratichiamo grazie all'aiuto delle flash cards gentilmente concesse dalla fantastica Meg di Sew Liberated), il ballo, la cucina (nello specifico, la realizzazione di un polpettone).

Capita che si ricorra anche ai provvidenziali cartoni per poter anche lavorare un po' e che la giornata si concluda con la consueta lettura di fiabe e racconti.
Una tranquilla giornata di riposo.

Tuesday, 24 November 2009

Fumetti


Sin da piccola H. ha avuto una smodata passione per il disegno. Attualmente ne produce in tali quantità che sono stata costretta a cestinarne alcuni, visto che la nostra casetta rischia di non avere un muro libero e di questo passo non ci sarà neanche più spazio nelle librerie che li raccolgono.


Qualche giorno fa, evidentemente ispirata dal papà che è un accanito lettore di fumetti (in particolare di Tex e Asterix), si è cimentata anche lei nella realizzazione di un fumetto.
La striscia (che è da leggersi da destra a sinistra, cominciando da quella che dovrebbe essere la fine) rappresenta una strega che tiene prigioniera una bambina. Il primo fumetto recita "AAAAAAA IIIIIII" (risata della strega, soddisfatta per avere la povera inerme nelle sue grinfie). Il secondo, "O NO" (lamento della bambina, che piange la sua miserevole condizione di cattività). Il terzo, "I" (esclamazione di compiacimento della bambina, che ha avuto un'idea che potrebbe migliorare la sua condizione: utilizzare il coltello di cui è fortunatamente fornita - vedi mano - per aprire la serratura). Il quarto, "O" (esclamazione di disappunto della strega) ed "E" (risata soddisfatta della bambina, che, non si sa come, è riuscita a mettere in gabbia la strega al suo posto). Fine.
La trama sembra abbastanza avvincente, i dialoghi andrebbero, come dire, potenziati.

A proposito di fumetti, ho appena terminato Maus di Art Spiegelman, un fumetto che tratta il sempre difficile tema dell'olocausto attraverso racconto che ne fa il padre dell'autore, sopravvisuto alle persecuzioni razziali.
La rappresentazione animalesca dei personaggi riesce un po' ad alleggerire il tema, senza però banalizzarlo, e la descrizione del padre - pieno di manie e debolezze (che rendono problematico il rapporto con chi gli sta intorno) e pregiudizi (di cui proprio lui in quanto ebreo perseguitato dovrebbe teoricamente essere privo) - rende il personaggio fortemente umano, sia nella descrizione delle suoi difetti, che in quella del suo disperato e provvidenziale istinto di sopravvivenza.
Un libro che dimostra come anche il fumetto, solitamente considerato "paraletteratura" o "letteratura di serie B", possa aspirare a essere considerata legittimamente alla pari rispetto alla letteratura propriamente accademica.
Da leggere.

Thursday, 19 November 2009

Ultimo giorno!


E' l'ultimo giorno per partecipare a questo stupendo giveaway promosso da Linda. Guarda caso mette in palio, tra le altre cose, proprio la cucinetta che H. aveva richiesto nella sua lista di regali di compleanno (di cui, ahilei, non abbiamo comprato nulla!)