
Sin da piccola H. ha avuto una smodata passione per il disegno. Attualmente ne produce in tali quantità che sono stata costretta a cestinarne alcuni, visto che la nostra casetta rischia di non avere un muro libero e di questo passo non ci sarà neanche più spazio nelle librerie che li raccolgono.
Qualche giorno fa, evidentemente ispirata dal papà che è un accanito lettore di fumetti (in particolare di Tex e Asterix), si è cimentata anche lei nella realizzazione di un fumetto.
La striscia (che è da leggersi da destra a sinistra, cominciando da quella che dovrebbe essere la fine) rappresenta una strega che tiene prigioniera una bambina. Il primo fumetto recita "AAAAAAA IIIIIII" (risata della strega, soddisfatta per avere la povera inerme nelle sue grinfie). Il secondo, "O NO" (lamento della bambina, che piange la sua miserevole condizione di cattività). Il terzo, "I" (esclamazione di compiacimento della bambina, che ha avuto un'idea che potrebbe migliorare la sua condizione: utilizzare il coltello di cui è fortunatamente fornita - vedi mano - per aprire la serratura). Il quarto, "O" (esclamazione di disappunto della strega) ed "E" (risata soddisfatta della bambina, che, non si sa come, è riuscita a mettere in gabbia la strega al suo posto). Fine.
La trama sembra abbastanza avvincente, i dialoghi andrebbero, come dire, potenziati.
A proposito di fumetti, ho appena terminato
Maus di Art Spiegelman, un fumetto che tratta il sempre difficile tema dell'olocausto attraverso racconto che ne fa il padre dell'autore, sopravvisuto alle persecuzioni razziali.
La rappresentazione animalesca dei personaggi riesce un po' ad alleggerire il tema, senza però banalizzarlo, e la descrizione del padre - pieno di manie e debolezze (che rendono problematico il rapporto con chi gli sta intorno) e pregiudizi (di cui proprio lui in quanto ebreo perseguitato dovrebbe teoricamente essere privo) - rende il personaggio fortemente umano, sia nella descrizione delle suoi difetti, che in quella del suo disperato e provvidenziale istinto di sopravvivenza.
Un libro che dimostra come anche il fumetto, solitamente considerato "paraletteratura" o "letteratura di serie B", possa aspirare a essere considerata legittimamente alla pari rispetto alla letteratura propriamente accademica.
Da leggere.