Friday, 23 October 2009

Back to Lebanon

Tra poco, sciopero dei trasporti permettendo, partiremo per il Libano, dove trascorreremo una quindicina di giorni di ricongiungimenti familiari e amicali, grandi mangiate, abbracci e baci (3 a testa, come vuole la tradizione) e chiaccherate plurilingue.
La cosa che mi preoccupa di questo soggiorno nella terra dei cedri è il fatto che questa volta il mio adorato consorte ha proposto di prendere una macchina in affitto (per non dover dipendere da amici, parenti e taxi) e che a guidarla sia io! Ora, premetto che a me piace molto guidare, ma il traffico mi provoca l'orticaria. Poi, mettiamoci pure il fatto che i libanesi non sono esattamente "svizzeri" nel modo di guidare (dirà qualcosa il fatto che a Beirut, semafori e "stop" si contano sulla punta delle dita.. di una sola mano!!). Posso solo sperare che l'aggressività del guidatore-tipo libanese sia più contenuta di quella del guidatore-tipo italiano (vedi post precedente).
Una cosa che mi attrae particolarmente di questo viaggio è la possibilità di partecipare a una manifestazione che ha come scopo di entrare nel Guinness dei primati per i più grandi hommos e tabouleh, che, si da il caso, sono i miei piatti libanesi preferiti. Ho già l'acqualina in bocca.
A presto!!

Wednesday, 21 October 2009

Urban Jungle

Ieri, per strada, ho assistito a una scena da Far West, di quelle che lasciano impietriti e che fanno pensare che, alla fine, Hobbes non fosse tanto lontano dalla realtà quando sosteneva il concetto che homo homini lupus est.
Mentre passavo da una strada abbastanza trafficata, di ritorno dalla spesa, incontro due amiche e mi fermo a chiaccherare.
Improvvisamente sentiamo delle urla: nell'incrocio a pochi passi da noi, due automobilisti, scesi pochi momenti prima dalle loro macchine, si stanno prendendo a botte in mezzo alla strada. La scena dura alcuni minuti con pugni, dita negli occhi, tirate di capelli. Noncuranti della folla di curiosi che si era creata, e le incitazioni a smetterla, i due rimanevano avvinghiati: il tipo di lotta che facevano mi sembrava irreale, a tal punto che per un po' ho pensato che stessero scherzando o che stessero girando la scena di un film. Ma non scherzavano affatto e non c'era nessuna telecamera.
Alla fine sono intervenuti due passanti, che li hanno separati con non poca fatica, anche se dopo averli fatti rientrare nelle loro rispettive macchine uno dei due ne è uscito con in mano un tubo di ferro che stava per scagliare sul cofano dell'auto dell'altro. Fortunatamente i due "pacieri" di prima, aiutati da qualche altro passante, finalmente li hanno obbligati a risalire in macchina e andare via, sbloccando così anche la fila che si era creata dietro di loro.
Una signora che ha assistito alla scena dal principio mi ha detto che la lite è nata perchè il conducente della macchina posteriore ha suonato il clackson per sveltire quello davanti che aveva indugiato un po' troppo allo stop... Non ci sono parole!!
La settimana scorsa mi è capitato di assistere a una scena simile: due donne al volante di due auto: quella nell'auto davanti era evidentemente indecisa sul parcheggio, così ha rallentato quel tanto da scatenare le ire di quella dietro, che ha fatto partire una sfilza di vaffa.., testa di .., vuoi scommettere che scendo e ti gonfio? pezzo di.. Nel giro di due minuti è riuscita a infilare una tale quantità di improperi (ingiustificati) da lasciare me e gli altri passanti a bocca aperta.

Non ho mai rimpianto meno il fatto di non avere la macchina.

Per sdrammatizzare..

Monday, 19 October 2009

Aggiornamento spasimanti

- Mamma, Andrea mi vuole sposare.
- Eh? Ma non era Simone?
- Sì, ma anche Andrea..
- Ah, ecco.
- Solo che ha chiesto a David di dirmelo perchè lui si vergognava..
- Ah, ecco. Senti, ma domande di questo genere le fanno solo a te o anche alle altre compagne di classe?
- No, solo a me.
- Ah, ecco.

Come direbbe la sora Lella: "Aaannamo bbene, proprio bbene!"

Sunday, 18 October 2009

In questi giorni..

Ho visto il film Le mie grosse grasse vacanze greche (che - attenzione - non è il prosieguo de Il mio grosso grasso matrimonio greco, anche se la protagonista - Nia Vardalos - è la stessa).
Mi piacciono molto le commedie leggere, ma non demenziali. Questo film, stupidino ma non troppo, ha avuto il pregio di farmi rivedere le bellezze della Grecia (io l'ho visitata anni fa facendo proprio un tour simile a quello del film), enfatizzando e ridicolizzando alcune caratteristiche tipiche dei turisti internazionali. Amo le storie che parlano delle differenze nazionali, senza cadere necessariamente nel cliché, nei luoghi comuni beceri.
Il mio lavoro nel settore turistico-alberghiero mi permette di confermare che la caratterizzazione delle varie tipologie di turisti è nel complesso rispondente a realtà: è vero che la caratterizzazione a volte tende a trasformarsi in stereotipo (e questo è fastidioso: chi di noi non alza gli occhi al cielo quando, all'estero, noi italiani, ci sentiamo appiccicare addosso i soliti adesivi "pizza", "pasta", "mafia"... Il termine "mandolino" ultimamente è stato soppiantato da "Berlusconi", accompagnato da sorrisino e strizzatina d'occhio). Ma è anche vero che esistono dei "tipi" che ricorrono sempre nei viaggi organizzati, e che molto spesso gli appartenenti a una stessa nazione hanno modi di fare e atteggiamenti simili (e i difetti, ho notato, accomunano più dei pregi!!).

Ricordo di un collega di hotel che sapeva riconoscere la nazionalità dei clienti solo osservandoli per qualche secondo, nel loro breve tragitto dalla porta alla reception. Un americano o un tedesco sono facilmente riconoscibili, ma quando ha indovinato la nazionalità di un giorgiano, ho alzato le mani.. Con gli asiatici poi, era imbattibile: gli bastava uno sguardo per distinguere un cinese da un thailandese o un coreano. Praticamente un mito!

Nel film i "tipi" descritti sono così "tipici" da risultare esilaranti: gli australiani dall'inglese incomprensibile (i neozelandesi, a mio parere, sono ancora peggio), il "simpatico" che non fa ridere nessuno, il tizio che trascorre tutto il viaggio attaccato al telefonino (quello è il mio adorato consorte), gli americani che, di fronte al Partenone chiedono alla guida se ci sono centri commerciali nelle vicinanze, le divorziate procaci e superdisponibili, la coppia che litiga in continuazione, con figlia adolescente e asociale al seguito..

La storia d'amore (immancabile) è alquanto prevedibile e poco originale, e magari questo disturba un po'. Ma si può sorvolare, in considerazione dei parecchi dialoghi divertenti, e di una fotografia della Grecia che mi ha fatto venir voglia di ritornarci (già Mamma Mia! aveva fatto la sua parte).

Thursday, 15 October 2009

Wish list

Il 3 Novembre la mia figlia-che-sta-diventando-grande-troppo-in-fretta compirà 5 anni. Nella frenesia dei post-it, di cui ormai è diventata maniaca, ha prodotto una lista dei regali che gradirebbe ricevere, e l'ha attaccata ad un'anta dell'ormai celeberrimo armadio "sgarrupato" della camera da letto, che sta diventando sempre più ingombro di fogli, appunti, disegni e via dicendo.


Leggendo la lista ho pensato: "Cielo! Anche mia figlia è stata contagiata dal bug del consumismo!!?"
Subito mi sono affrettata a precisarle che sarebbe stato molto difficile che il suo adorato papà le comprasse tutto quello che aveva richiesto.
La replica è arrivata senza esitazioni di sorta:
"Ma mamma, ve li presto io i soldi! Che problema c'è?"

Tuesday, 13 October 2009

Customers who bought this item also bought

Da qualche tempo a questa parte (per la precisione: esattamente da quando ho aperto un account su Anobii) soffro di una forma di ossessione maniacale. La mania consiste in sostanza nel consultare compulsivamente tutte le librerie anobiiane che hanno anche solo un libro in comune con quelli che ho o che vorrei leggere, per trarne ulteriori spunti di lettura.
Nata come semplice curiosita', trasformatasi poi in vero e proprio piacere voyeristico, questa cosa ha gia' portato alcuni cambiamenti sostanziali nei miei comportamenti di lettrice:
1. Ho rinnovato la mia tessera della biblioteca e la frequento spesso.
2. Ho acquistato (e ho intenzione di acquistare) decine di libri, per una volta non ascoltando il braccino corto che c'e' in me (e noncurante delle pile di libri che aspettano di essere letti nei miei scaffali).
3. Ho quasi esaurito il notebook in cui annoto i libri che vorrei leggere (la mia wishlist).
4. Perdo cosi' tanto tempo a curiosare nelle biblioteche degli altri che mi rimane poco tempo per leggere.
5. Mentre prima mi limitavo a leggere fino a tre libri contemporaneamente, adesso ne ho anche 10 in lettura.
6. Nonostante il punto 4, sara' perche' ho aumentato la mia velocita' di lettura, sara' che i libri che leggo sono interessanti e scorrevoli, sara' perche' ho ottimizzato i tempi di lettura aumentando anche la rosa dei luoghi deputati alla stessa, ho aumentato il numero dei libri che leggo ogni mese.
Ci sono delle forme ossessivo-maniacali dalle quali non si vuol guarire.

I love reading.

Sunday, 11 October 2009

A veder le stelle

Ieri: visita al planetario e al piccolo museo astronomico. In un Eur quasi deserto, reso ancora più desolato dalla sontuosità dell'architettura fascista, le strade amplissime e infinite, gli edifici esageratamente imponenti..


Dopo una rapida visita al museo, passiamo al planetario per assistere allo spettacolo stellare. Un'ora di stelle galassie e nebulose. La testa in su, quasi totalmente immersi nell'oscurità, rischiarata solo dal cielo stellato. Usciti dal planetario facciamo i commenti del caso. Io e l'adorato consorte abbiamo trovato che lo spettacolo è molto bello ma forse un po' troppo lungo, e ci siamo meravigliati della resistenza di H. che ha cominciato a stancarsi solo nell'ultima mezz'ora (di più non si poteva pretendere, visto che lo spettacolo cui siamo stati non era propriamente per bambini).

Commentiamo anche l'abilità del narratore/astronomo, dalla voce cantilenante (e vagamente soporifera) ma anche dalla grande eloquenza e, evidentemente, considerevole capacità mnemonica:
Io: Bravo il narratore, eh? Non può essere andato a braccio, perchè doveva rispettare i tempi dello spettacolo. Non era facile ricordare tutto il testo, e i passaggi...
Adorato Consorte: Ma dai, non mi sembra così impegnativo come dici.. Secondo me 'sto tizio fa il lavoro piu' bello del mondo!
H.: Certo, fa un lavoro spaziale!