Monday, 3 February 2014

Uno di dodici

"Cosa cambierà nel 2014? Una beata min****", dice Cetto Laqualunque con la finezza che lo contraddistingue in uno dei messaggi che giravano sul web i primi giorni dell'anno.
Tristemente vero.
Puntualmente, attendiamo quel 1° dell'anno (di qualsiasi anno si tratti) come se il cambio di data possa essere il deus-ex-machina della nostra vita, quel fattore X, che -  inspiegabilmente ma provvidenzialmente - possa riuscire a farci cambiare. Perchè è quello che noi agogniamo continuamente: il cambiamento. O più precisamente: il cambiamento di ciò che non ci va.
Dunque, alla staffetta tra un anno e l'altro, ci riempiamo di buoni propositi e grandi speranze, che vengono puntualmente deluse. Anch'io formulo mentalmente la mia lista dei desideri e dei propositi che crolla miseramente nell'impatto con la realtà (spesso a causa non tanto del "destino avverso" ma della scarsa volontà della desiderante).
Per questo, al posto della solita lista di buoni propositi, questa volta ho messo le mani avanti e ho creato la mia lista dei fallimenti del 2014, cioè quella che potrebbe essere una lista di desideri leggittimi e realizzabili se solo fossi una persona diversa da quella che sono.
Tipo...
Perdere quei tre kili che mi separano dai 60 (chiedere di arrivare al peso che avevo a 20 anni sarebbe pretestuoso). Per quanto sia un obbiettivo piccolo, realizzabile, non riesco a smuovere la bilancia di un centesimo di millimetro (comincio a pensare che tutte le mie bilance si siano messe d'accordo per farmi andare fuori di testa).
Fare sport. Cercare di essere (più o meno) costantemente impegnata in una qualsiasi attività fisica. Risvegliare il bradipo che c'è in me. A questo scopo io e il mio adorato consorte qualche settimana fa ci siamo recati in un noto negozio sportivo per completare la nostra attrezzatura da running e iniziare una buona volta a correre sul serio. Attrezzatura che rimane, da allora, intonsa sul fondo dell'armadio e chissà se vedrà mai la luce...
Leggere almeno tre libri al mese. Bilancio dopo il primo mese del 2014: -3, cioè non sono neanche riuscita a finire i libri che avevo iniziato alla fine del 2013. Shame on me.
Viaggiare (e qui prevedo una serie di improperi, perché come si evince da questo blog non sono una che sta sempre nello stesso posto, solo mi piacerebbe visitare qualche altro continente oltre all'Europa (ma per fare quel tipo di viaggi si richiedono tempi più lunghi dei 3-4 gg di ordinanza dei nostri
viaggi, oltre a un budget più consistente).
E visto che di lista di sogni irrealizzabili si tratta, sparo in alto e aggiungo anche che vorrei riuscire a vivere con leggerezza, vorrei liberarmi dai sensi di colpi che mi affliggono da quando sono nata, cancellare le parole ansia, inadeguatezza e solitudine dal mio vocabolario, essere più estroversa, sorridere sempre.
Ma la mia lista non sarebbe completa se non aggiungessi anche vincere l'Oscar e il Nobel per la letteratura.

Insomma, alla fine del primo mese dell'anno mi rendo conto che Cetto è uno che la sa lunga. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, questo 2014 ha davvero tutti i presupposti per essere la fotocopia dell'anno scorso. Del resto anche un'occhiata alle prime pagine dei giornali sembra confermare il solito squallore. Niente di nuovo sotto il cielo.
In realtà qualcosa di positivo c'è stato in questo principio d'anno, a livello personale. Poca roba, ma con l'aria che tira, è evidente che bisogna accontentarsi.
Ad esempio, ho lavorato a una traduzione che - udite udite - pare (si dice, si vocifera) mi sarà retribuita (ancora non ho visto un centesimo, ma crederci non costa nulla).
Per una settimana abbiamo goduto della compagnia dei miei cognati libanesi che, nonostante abbiano trovato un tempo-che-più-orrido-non-si-può, sono rimasti contenti di questo viaggio che gli ha permesso di approfondire la conoscenza di Roma. Tra l'altro, insieme siamo stati a villa Adriana a Tivoli che non avevo mai visitato, nonostante, ai tempi, avessi letteralmente adorato il libro della Yourcenar in cui ne se parla intensivamente.



E nelle cose positive ci infilo (seppur forzatamente) che sono anche riuscita a sopravvivere all'influenza (visto che all'inizio del mio piccolo calvario annuale non ne ero poi così sicura).
E via con il secondo mese dell'anno. Senza pretese, perchè tanto ormai si sa... è così... non ce n'è...

2 comments:

  1. No, dai non ci credo. Non è cambiato niente dall'anno scorso?
    Io se guardo a cosa ero e facevo nel 2012 vedo grandi differenze. Vedo un cammino intrapreso, che certo non si è esaurito lungo il 2013 ma ha fatto dei progressi. Se unisco i famosi puntini il movimento lo vedo, e fare i famosi bilancini (e io ne faccio in continuazione, pure troppo!) mi aiuta a ricalibrare obiettivi e snodi del sentiero.

    p.s. ho un premio per te.

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  2. "sensi di colpa, ansia, inadeguatezza e solitudine" sono il sunto della vita mia...cancellarle non si può io credo. soprattutto se in fondo ci convivi bene.
    è passato così poco dall'inizio dell'anno...secondo me ci vuole un bel cambio di stagione per dare una svolta.
    aspettiamo quindi la primavera !

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